Appuntamento Con la Morte: La Decapitazione di Daniel Pearl

The video has been removed following discussions with WordPress staff. Try here instead.
Note: Repost from the old blog.
I am looking for translators to translate this post into Spanish, Korean and Turkish. Email me if you are interested.
This is an Italian translation of a previous post, Appointment With Death: The Beheading of Daniel Pearl, done by my super-translator “Paolo From Trieste.” This post is pretty popular so I decided to have it translated. French translation here (en Frances). He added a lot of stuff relating to Italy such as the extremely strange Aldo Moro killing, supposedly done by the Red Brigades but probably done by the SISMI, the Italian intelligence service, and the CIA.
Nota: La visione è adatta solamente ad un pubblico maturo e decliniamo ogni responsabilità per eventuali conseguenze psico/fisiche. Ovviamente, tenete alla larga i minori!!!
Potrei riempire questo Blog di ogni sorta di video-shock, anche rarissimi. Ne trarrei vantaggio in termini di visibilità, ma non è questa la mia intenzione.
Ne ho presentati solo alcuni, molto popolari, come la…Dua Khalil, l’impiccagione di Saddam Hussein, la decapitazione di ‘neri’ effettuata dai neo-nazisti russi ed il presente video. Come da mia abitudine, i video sono accompagnati dal mio commento ed analisi storica.
Questo video, già diffuso in rete negli anni scorsi, è intitolato: la decapitazione di un giornalista/spia, l’ebreo Daniel Pearl (scarica il video in questo sito). I titoli di testa sono in lingua Urdu (praticamente sconosciuta alla massa).
Contrariamente alle ‘leggende metropolitane’ ci viene risparmiata la visione del momento dell’esecuzione. Non si vede D.Pearl pronunciare le sue ultime parole ‘Mia madre era ebrea, io sono un ebreo’ e poi il boia Khalid Sheikh Mohammad (KSM) avventarsi e tagliargli la gola.
Sono visibili invece le immagini successive che ci mostrano l’efferato scempio (la decapitazione e l’esibizione della testa mozza) fatto al cadavere dal boia KSM.
Al video è stato dato un taglio (e mi si perdoni la parola…) giornalistico, curando preminentemente il messaggio propagandistico ed i dettagli politici.
In effetti, nella prima parte Pearl elenca brevemente le domande alle quali dovrà rispondere, evidentemente ‘sotto dettatura’.
Le frasi hanno un significato dispregiativo: sono chiare le parole di Pearl quando si definisce ebreo, la sua tradizione religiosa e famigliare, il suo Sionismo accentuato dal fatto che ad un suo avo sia stata intitolata una strada in una città d’Israele etc. Quando Pearl parla trascorrono le immagini di truppe israeliane in azioni contro i palestinesi, morti…
Ma per il popolo islamico non basta un ‘mea culpa’…ci vuole il sangue…ed allora la scena cambia ed il corpo esanime di Pearl, la gola squarciata, viene decollato da un esperto incappucciato (KSM), la testa viene esibità trionfalmente.
Quest’orrenda immagine farà da sfondo alla parte finale del video. In sovraimpressione compare la sigla del NMFPS e l’abituale elenco di richieste..
Liberazione di tutti i prigionieri da Guantanamo (Pakistani in testa), la consegna dei bombardieri F-16 acquistati e pagati dal Pakistan e mai forniti dagli Usa (questa sì che è uno Scam…) e la fine della presenza militare Usa in Pakistan.
Ecco la minaccia finale: americani…non sarete mai al sicuro nel sacro suolo islamico del Pakistan, se non acconsentirete alle nostre richieste, questa scena si ripeterà ancora, ed ancora…per sempre!
Se volete una cronaca dettagliata del video.
Da parte mia, mi sembra che all’inizio Pearl sia composto e tranquillo, direi anche orgoglioso e fiero delle sue origini ed idee Sioniste.
Ma poi si vede la paura…la paura di essere in ostaggio e non conoscere il proprio futuro. Quando deve ‘recitare’ la propaganda anti-Usa, la sua voce si spezza, è nervoso, impaurito, il suo volto non è più lo stesso: è evidente che il video è stato girato in tempi differenti.
Sì, in quel istante mi faceva molta pena: era un uomo impaurito ed io sapevo già qual’era la sua fine, ma poi, un attimo prima della sua fine, ecco che si trasforma in un’altro uomo ed inizia a parlare come un laureando…un altro uomo ad alcuni secondi dalla morte…interessante.
Ma chi era Pearl? Reporter o Spia o forse entrambi? Ufficialmente lavorava per il WSJ e stava preparando un reportage sull’intreccio tra i servizi segreti Pakistani (ISI) e le cellule terroristiche di Al Qaeda in quel paese. Ma, provate ad immaginare un giornalista (Pearl) ebreo ed americano, andare in giro per il Pakistan a fare domande di quel tipo, beh, non vi sembra una situazione inverosimile?
Il giorno della sua scomparsa, il 23 gennaio 2002, Pearl doveva incontrare un emissario di Al Qaeda. Il gruppo NMFPS ha rivendicato il suo rapimento; millantando l’ammissione di Pearl di essere un agente CIA ha presentato le proprie richieste. Ad ulteriore conferma di avere in mano Pearl, è stata inviata alla stampa una foto del prigioniero: mitra puntato alla testa e quotidiano con la data in evidenza.
Il 1° febbraio 2002, Pearl è stato ucciso e decapitato. Il suo corpo è stato ritrovato il 16 maggio successivo (mmm che brutto giorno…vi ricordate Moro?) in un cimitero di Karachi (probabile luogo della sua uccisione). Smembrato in 10 pezzi…orribile!
Della sua barbara uccisione sono stati incrimanti Ahmed Omar Saeed Sheikh …ed altre 3 complici. Ahmed è stato condannato a morte ma la sentenza non è stata ancora eseguita. E’ qualcuno che gode di una certa protezione, evidentemente
CHI E’ AHMED OMAR SAEED SHEIKH?
E’ un Anglo/Pakistano da un passato a dir poco equivoco o sconcertante.
Si vocifera che fosse un agente o un infiltrato del MI-6 (tipo James Bond, per intenderci) dal 1994, ma anche un agente dell’ISI nel 2001. Insomma una personalità talmente discussa che perfino il Presidente Pakistano Musharaff ha detto la sua: era un agente che faceva il doppio gioco!
Già, sembra che nell’attacco alle Torri Gemelle l’Isi fosse ben coinvolto e che Sheik ha avuto un ruolo chiave in tutta la vicenda.
Ovviamente l’allenza Usa-Pakistan non ha permesso il diffondersi di voci relative ad un possibile coinvolgimento dei servizi segreti Pakistani all’attacco dell’ 11 settembre.
La mia ipotesi è questa: l’ISI ha messo a tacere Daniel Pearl che stava indagando sul loro collegamento con Al Qaeda. Gli esecutori del piano erano KSM e Sheik.
Gli USA, per calmare l’opinione pubblica interna, hanno fatto formidabili pressioni sul Governo Pakistano per avere un colpevole, et voilà, trovato il colpevole! Povero Sheik…fottuto, ma non ancora giustiziato. Sicuramente deve avere qualche ‘Padrino’ Politico (oppure ha qualche documento top-secret ben nascosto…).
Se Daniel Pearl era solo un bravo reporter americano di origine ebrea, beh, scusatemi, era un candidato al suicidio! Dopo l’11 settembre, nessuna persona di buon senso sarebbe andata in un posto come il Pakistan, indagare sui servizi segreti Pakistani, indagare sui loro rapporti con Al Qaeda, organizzare un incontro con un terrorista mussulmano..
Ufficialmente Pearl aveva anche una famiglia!! Ecchecazzo! (ndt: scusate, la parolaccia è mia). Badate bene, non difendo i merdosi bastardi che lo hanno ucciso, dico solo che qualcosa non quadra!!
Da allora la comunità ebraica mondiale ha creato il mito dell’impavido, leggendario giornalista. Bernard Henri-Levy, noto giornalista ed intellettuale ebreo francese (ed anche odiosamente malato di protagonismo) gli ha dedicato un libro.
L’immagine del novello Dreyfus, l’eroico giornalista decapitato solo perchè ebreo, calza a pennello per Daniel Pearl.
I nuovi nazisti sono i mussulmani, desiderosi di finire l’opera di Hitler, e gli ebrei continuano a vivere in un mondo ostile.
E’ una chiara visione paranoica, è come se tutti gli Ebrei del mondo dovessero tornare in Israele, impauriti di fare la stessa fine di Pearl. Israele deve difendersi anche con le bombe atomiche dall’attacco mussulmano.
No, a parte tutto, è vero che Pearl è stato ucciso da fanatici antisemiti, ma è anche vero che sotto c’era dell’altro.
Perchè altri giornalisti ebrei, nello stesso periodo, hanno potuto fare tranquillamente il loro lavoro in Pakistan? Ci sono addirittura interviste e reportage con alcuni capi tribù mussulmani!!
Se Pearl era un giornalista, non poteva non sapere che andava incontro a morte quasi sicura. Il mestiere del giornalista prevede anche questo rischio, è successo e succederà sempre. Non penso che si debba mitizzare un uomo per aver voluto e purtroppo, lo ripeto ancora una volta, purtroppo rischiare la propria vita in un modo così sconsiderato.
Daniel Pearl aveva un forte spessore intellettuale, un background Universitario di prim’ordine, un fine giornalista, autore di grandi reportage alla fine degli anni ’80 e nei primi anni ’90. Un grande uomo sicuramente, ma non un mito costruito a tavolino. Non gli rende onore. Shalom, riposa in pace, Daniel.

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